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Opportunità commerciali e progetti d’investimento nell’Argentina dopo le elezioni dopo le elezioni del 2015

Mauricio Macri ha vinto il ballottaggio nel dicembre 2015 ed è diventato Presidente della Repubblica Argentina.
Come promesso, il governo ha subito implementato una serie di misure (effettive a partire dal 17 dicembre 2015) atte all’abrogazione e al ripristino di controlli valutari dettati dal sistema "cepo".


Questo implicava dei controlli sui tassi di cambio, sui movimenti di capitali, rendendo più rigidi gli aspetti fiscali e doganali, con l’intenzione di limitare l’inflazione della moneta argentina rispetto al dollaro.

L'abbandono del “cepo" è il primo passo compiuto dal governo Macrì nel tentativo di aumentare la competitività, con lo scopo di stimolare gli investimenti, in particolare dell’estero.

Visto che i cambiamenti sono stati e saranno numerosi, di seguito riportiamo i cinque più importanti fattori economici con la speranza che il quadro regolamentare finisca di adattarsi rapidamente.

1. D’ora in avanti è possibile acquistare fino a US$2 milioni al mese. Prima i residenti potevano acquistare valute estere per scopi ben precisi e solo dopo aver ottenuto l’approvazione del governo (che di solito non veniva concessa).
Ora, le persone giuridiche e fisiche possono acquistare fino a US$2 milioni al mese liberamente, senza dover chiedere l’approvazione del governo.

2. Prima era vietato (dalla Banca Centrale) ai residenti di acquistare dollari per destinare i fondi all'estero. Attualmente i destinatari dei nuovi fondi in entrata possono trasferire all’estero un importo pari a quello che ricevono da un pagamento dall’estero, rispettando certe condizioni.

3. È stato eliminato il hold-back sul finanziamento transfrontaliero. In precedenza, il finanziamento transfrontaliero era limitato mediante due metodi. Uno obbligava i creditori a attendere almeno un anno prima che il mutuatario argentino potesse rimborsare anche solo parte dei fondi. Un altro, tratteneva nella banca argentina il 30% di tutti i fondi in entrata per un anno a interesse zero nella maggior parte dei casi. Le nuove misure eliminano il hold-back e riducono l'attesa sul rimborso transfrontaliero a 120 giorni.

4. I ricavi derivanti dal mutuo non devono più essere nazionalizzati nel paese di origine. Sotto la “cepo”, i mutuatari di debiti esteri avevano l’obbligo di nazionalizzare i proventi del prestito introducendoli nel sistema finanziario argentino e convertendoli in pesos al tasso di cambio ufficiale. Inoltre, la Banca Centrale richiedeva di registrare il debito estero e le modalità di pagamento del debito, come condizione per l’assunzione di obbligazioni con creditori stranieri. La nuova normativa elimina le esigenze di nazionalizzare i ricavi ma continuano ad imporre la registrazione degli obblighi. È permesso acquistare in valuta estera esclusivamente per saldare debiti esteri se portano i proventi in Argentina scambiandoli in pesos.

5. I residenti ora possono liberamente importare beni e servizi. In precedenza, il governo gestiva la bilancia dei pagamenti dell'Argentina limitando l'accesso dei residenti alla valuta estera utile al pagamento delle importazioni. È stato annunciato che a maggio si elimineranno le restrizioni sui pagamenti in uscita per i beni e servizi importati. L’oggettivo di queste misure è unificare il tasso ufficiale di cambio e il tasso di mercato parallelo.

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