ARGENTINA A CAVALLO

RAZZA CRIOLLA BOVINA

Con il termine cavallo creolo si indica  una razza equina diffusa in tutta l'America del Sud, l'America Centrale e quella del Nord, anche se in ogni paese del continente questi animali hanno sviluppato caratteristiche diverse.  Il cavallo creolo è la razza tipica argentina ed ogni anno aumenta il numero di chi li alleva, per utilizzarli nel duro lavoro dei campi o per il tempo libero.

Alcune ricerche  comprovano che nella preistoria, durante il pleistocene, esistevano cavalli autoctoni in quasi tutta l'America ed il territorio che corrisponde all'Argentina fu particolarmente ricco di questi "paleocaballos"; ma tali animali si estinsero ed  i cavalli attuali ricomparirono  nel territorio americano con l'arrivo degli europei.

Il cavallo creolo è discendente del cavallo iberico portato in America dai conquistatori spagnoli. E’ un miscuglio genetico di cavalli a sangue caldo derivante dal cavallo berbero del nord Africa, dal cavallo della Valle del Guadalquivir in Andalusia ed altri che  possiamo raggruppare nei cosiddetti cavalli da lavoro chiamati "cavallini" o "ronzini." Già in America, alcuni di essi scapparono dalle tenute e dalle missioni religiose o furono rubati dagli indios. Liberi nelle praterie, formarono grandi branchi; esposti ad un ambiente selvaggio, la selezione naturale e l'endogamia  conferirono loro caratteristiche genetiche proprie.

Questi cavalli o baguales selvatici in seguito furono considerati "demaniali", cioè possesso della corona spagnola, benché nella pratica fossero utilizzabili da qualunque persona abilitata, come i contadini liberi – poi chiamati gauchos - che fecero dei cavalli uno dei loro principali mezzi di sussistenza ed un simbolo di prestigio, (straccio è uno dei nomi dati al cavallo).

I cavalli creoli svolsero un ruolo fondamentale nella guerra dell'indipendenza argentina, la cavalleria nazionale fu formata in gran parte da esemplari di questa razza; una delle ragioni principali fu perché fino a quel momento l'arrivo di altre razze dall'Europa era molto ridotto.

Ma attorno al 1816 la popolarità del cavallo creolo cominciò a diminuire e la razza fu  lasciata da parte. Furono fatti incroci con razze straniere nella convizione che ciò lo avrebbe migliorato. Sembrava che questi nobili cavalli fossero condannati all'estinzione, ma comparve un gruppo di possidenti  terrieri amanti delle caratteristiche  del cavallo creolo che mantenne i suoi animali senza incroci, con i tratti acquisiti attraverso 400 anni di selezione naturale. Con Emilio Solanet in testa, si fondò l'Associazione di Allevatori di Cavalli Creoli, che recuperò la razza e si dedicò a questi cavalli versatili, economici, rustici e docili.

I suoi due esemplari più famosi, Mancia e Gatto, percorsero il Continente Americano da Buenos Aires a New York, guidati da Aimé F. Tschiffelly, battendo record di distanza ed altezza.

Nascita della razza

Il Creolo fu incrociato frequentemente con il Purosangue durante il secolo XIX, finchè gli Argentini non crearono il registro del Creolo nel 1918.

Storia

La razza risale al 1535, quando 100 riproduttori Andalusi  furono importati a Buenos Aires. La rivolta degli indios del 1540 forzò gli spagnoli ad abbandonare Buenos Aires e quasi 45 cavalli furono liberati nel bosco. Il Creolo potè vivere e riprodursi come un cavallo selvaggio e la sua popolazione raggiunse i 12,000 esemplari fino a quando Buenos Aires riprese il controllo nell'anno 1580.

 

Caratteristiche

La testa è eretta e solitamente con profilo concavo. Il dorso è forte e corto. La struttura ossea è solida. I piedi sono sonanti. Il crine e la coda sono folti.

 

Temperamento

Molto disponibile. Di temperamento docile




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